ACCOGLIENZA E ASCOLTO

Il coming out di una figlia o di un figlio è “l’imprevisto in famiglia”, è ciò che di meno atteso si possa immaginare.

Arriva di solito in un’età in cui i nostri ragazzi sono adolescenti e noi genitori ormai posizionati su solide basi in termini di visone della vita, valori e, ovviamente, aspettative nei loro confronti. E proprio queste ultime, improvvisamente, sembrano andare in frantumi, lasciando spazio a emozioni contrastanti e molto intense: rabbia, senso di colpa, negazione, disgusto, preoccupazioni di varia natura, senso di fallimento.

La più frequente è la sensazione di smarrimento, mista a paura e confusione, anche se ogni storia famigliare è, in realtà, una storia a sé e va compresa e accolta nella sua interezza.

È importante non negare le proprie emozioni e, se possibile, condividerle con qualcuno che possa comprenderle. Ciò permette di non sentirsi soli, di “buttar fuori” qualunque pensiero, preoccupazione, interrogativo con la sicurezza di non essere giudicati.

Ecco perché incontrare altri genitori con figli omosessuali può essere molto utile: può rasserenare, dare fiducia, rendere più forti e disponibili a intraprendere un percorso di crescita che avvicini gradualmente alla reale identità dei propri ragazzi e permetta di accoglierli e amarli per quello che veramente sono.

Abbiamo avuto gli stessi dubbi che hai tu in questo momento. Non avere paura di confrontarti, È il primo passo per crescere e informarsi.

Il confronto aperto con i genitori GeCO aiuta a compiere questo cammino nel rispetto dei tempi di ciascuno, con la fondata speranza di trovare in qualunque momento una persona amica disposta non solo ad ascoltare, ma anche in grado di mettere in luce i punti di forza e le conseguenti strategie per affrontare “l’imprevisto”, decostruendo passo dopo passo gli stereotipi e i pregiudizi che involontariamente e per anni ci siamo portati addosso sull’omosessualità.

L’attività di supporto psicologico è aperta anche ai genitori di persone gender fluid, transgender e transessuali. Uomini o donne, dal punto di vista del loro sesso biologico, che in esso però si riconoscono non in modo rigido o con difficoltà e che, a volte, esprimono un profondo disagio per il fatto di trovarsi ingabbiati in un corpo che non rappresenta la loro identità. Parliamo in quest’ultimo caso di identità di genere non conforme o varianti di genere.

 

L’Accoglienza STEP-BY-STEP

Il primo contatto è telefonico, solitamente conseguente al coming out del figlio/figlia. L’incontro avviene in un luogo accogliente e silenzioso dove poter parlare e confrontarsi, dove il genitore o la coppia di genitori possa sentirsi accolta e ascoltata, sul divano di una casa privata, di fronte ad un the caldo, nel tentativo di ricreare una intimità domestica inclusiva e instaurare un clima di fiducia adatto ad esplorare lo stato delle cose.

Un elemento dell’attività di supporto è il gruppo di automutuoaiuto formato da un minimo di 6/8 genitori ad un massimo di 10/12.

La durata di ogni riunione è di circa 2 ore. Nel corso del mese quindi il numero di riunioni di auto mutuo aiuto dipende dal numero degli iscritti.

Il conduttore degli incontri ha svolto il compito di moderare gli interventi, di soffermarsi sui passaggi-chiave della narrazione, di facilitare l’esposizione del vissuto di ciascuno dei partecipanti a tutti gli altri. Si chiedono come regole base di dedicare agli altri lo stesso tempo e attenzione che si desidera per se stessi e di sospendere il giudizio verso chi mette a nudo se stesso sul piano emotivo.

Vengono trattati diversi temi tra cui la visibilità dei genitori rispetto all’orientamento dei figli, i timori per il loro futuro, le prime reazioni al loro coming out, il rapporto con i parenti e quello sul posto di lavoro. Si condividono i passi avanti così come i momenti di crisi.

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