Convegno contro l'omotransfobia
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Cosa intendiamo quando parliamo di omotransfobia? Non pensiamo ad una paura solo individuale, cerchiamo piuttosto di analizzarne le radici sociali. Se mettiamo a fuoco le funzioni sociali che l’omotransfobia assolve, ci rendiamo conto del peso che il sistema sociale ha avuto e continua ad avere nel marchiare le varianti umane (o, se si vuole, le diversità) con un valore negativo, a diversi livelli: culturale e istituzionale innanzitutto, non solo intrapersonale o interpersonale.

Interroghiamoci sugli effetti devastanti di questo fenomeno e su come sia possibile un’efficace azione di contrasto. Gli studi, le ultime ricerche sul tema, possono mettere il focus sulle strategie più adeguate per lottare contro pregiudizi e discriminazione nei vari ambiti del sociale.

Ma saranno le testimonianze dirette di chi è stato vittima di violenza per il proprio orientamento affettivo e sessuale o per la propria identità di genere quelle in grado di smuovere le nostre coscienze, di spingerci a interrogarci sul nostro reale approccio alle differenze. L’obiettivo dell’incontro è quello di uscire dall’autoreferenzialità di proposte indirizzate esclusivamente alla comunità LGBT, rivolgendoci ad un pubblico “Outgroup”, in qualche misura estraneo ai dibattiti fra esperti, utilizzando un linguaggio non escludente, adatto ai “non addetti ai lavori” come le famiglie, gli studenti e gli insegnanti.

La giornata mondiale in memoria delle persone Trans vittime di violenza sarà quindi il pretesto per iniziare un lavoro, magari faticoso e dagli esiti incerti, ma non più eludibile, su come coinvolgere settori sempre più ampi della popolazione nella lotta alla discriminazione sociale.

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